One Water in Giordania per la settima “Arab Water Week”



One Water ha partecipato alla 7° Arab Water Week, tenutasi in Giordania sul Mar Morto, nei giorni 04-06 Maggio. L’evento ha riunito oltre 500 esperti, leader e innovatori per esplorare il nesso tra acqua, energia, ambiente e sostenibilità alimentare. Con sessioni tematiche, espositori internazionali e dibattiti anche pensati per promuovere la collaborazione tra i Paesi dell’area mediterranea.
La Conferenza, tenutasi sotto l’egida di Sua Altezza Reale la Principessa Sumaya bint El Hassan, è stata organizzata da ACWUA (Arab Countries Water Utilities Association), associazione con 117 membri provenienti dai 18 Paesi arabi, che riunisce aziende di gestione dell'acqua e multiutility, ministeri, autorità, organizzazioni non governative, individui e imprese private. Fondata nel 2006 e con sede ad Amman, l'associazione si propone di promuovere la cooperazione e lo scambio di conoscenze tra i gestori dei servizi idrici del mondo arabo, sostenere l'adozione di buone pratiche e tecnologie nel settore idrico e fognario, fornire formazione tecnica e professionale per migliorare le competenze del personale delle utility e favorire il dialogo tra istituzioni pubbliche, accademia, settore privato e società civile.
Nell’ambito della Conferenza il Comitato One Water ha tenuto diversi incontri bilaterali con le autorità e gli stakeholder dell’area (tra cui Ministri ed Autorità di Giordania, Egitto, Tunisia, Arabia Saudita, Siria) per promuovere il progetto One Water ed il Forum Euromediterraneo dell’Acqua di Roma 2026, infine per pianificare con l’Arab Water Council, il CIHEAM ed ACWUA l’Incontro Regionale in Giordania del prossimo Settembre.
E' stata anche l'occasione di confrontarsi con i Coordinatori della UN Water Conference 2026 (UAE e Senegal) per la presentazione del Progetto One Water. Ufm Water Declaration e del Forum Euromediterraneo dell’Acqua per la valutazione dell’inserimento nel processo e nella Conferenza sull’Acqua delle Nazioni unite di Dicembre 2026.
I Contenuti del Forum
Il forum AWW25 ha offerto una panoramica completa e multidisciplinare sulla gestione dell’acqua, articolandosi in oltre 30 sessioni tematiche. Sin dalle prime discussioni, è emersa la necessità di rafforzare la cooperazione tra enti scientifici, istituzioni pubbliche e partner internazionali per affrontare le sfide legate all’uso dell’acqua, in particolare in aree aride e fragili come il Medio Oriente e il Nord Africa.Molte sessioni hanno evidenziato l’urgenza di migliorare il trattamento delle acque reflue, attraverso impianti tecnologicamente avanzati e sicuri. Progetti come quello tra Aqaba Water e Columbia University con il supporto di GIZ hanno mostrato come scienza e cooperazione possano portare a sistemi più efficienti. In parallelo, si è discusso delle pratiche di pianificazione sanitaria per garantire sistemi resilienti.
Un altro tema centrale è stato il cosiddetto WEFE Nexus, ovvero l’approccio integrato alla gestione delle risorse naturali. Le discussioni su bacini condivisi come quello del fiume Yarmouk tra Siria e Giordania hanno mostrato quanto sia fondamentale cooperare per la sostenibilità transfrontaliera. Sono stati esaminati anche i contributi delle risorse idriche non convenzionali, come la desalinizzazione e il riutilizzo delle acque trattate.
Due sessioni hanno celebrato il ruolo crescente delle donne nel settore idrico, presentando esperienze di successo da Giordania, Tunisia, Palestina e altri Paesi. Si è sottolineata l’importanza di una governance che integri la dimensione di genere nelle strategie e nella pianificazione delle risorse idriche.
Diversi panel si sono concentrati sulle politiche pubbliche e sulla regolamentazione del settore idrico, ponendo attenzione all’integrazione tra governance climatica e gestione dell’acqua. Le strategie adottate da Giordania, Libano e altre nazioni offrono modelli di riferimento, anche grazie al contributo delle Nazioni Unite e di organizzazioni regionali.
È stato affrontato il tema delle barriere finanziarie che ostacolano i progetti di adattamento climatico nel settore idrico, con interventi da parte del Green Climate Fund (GCF) e di esperti economici. Si è discusso di come attrarre investimenti per modernizzare infrastrutture e rendere le utility idriche più efficienti e sostenibili.
Tra gli strumenti chiave emersi, la gestione degli asset tecnici (TAM) si è rivelata fondamentale per ridurre le perdite idriche (NRW). Le aziende partner come Veolia, GIZ, MIYAHUNA e altre hanno condiviso buone pratiche e soluzioni operative per migliorare la performance delle aziende idriche pubbliche.
In varie sessioni si è parlato di digitalizzazione delle utility idriche, l’uso di GIS, automazione, sensori e sistemi decisionali basati su dati. I progetti sviluppati da IWMI e altri partner accademici e tecnologici hanno mostrato il potenziale dei dati per una gestione più intelligente delle risorse.
Uno dei temi più delicati è stato quello della cooperazione transfrontaliera, con la partecipazione di rappresentanti di Iraq, Giordania e Siria. La diplomazia dell’acqua è stata vista come un ponte tra sicurezza ambientale e stabilità geopolitica, fondamentale per la pace nella regione.
L’università e i centri di ricerca hanno contribuito con studi e modelli innovativi, in particolare legati ai sistemi idrici su piccola scala (3S), che rappresentano soluzioni accessibili e adattabili a comunità locali. Sono stati presentati esempi da India, Paesi Bassi, Maldive, Palestina e Giordania.
Infine, alcune sessioni hanno ospitato aziende e tecnici che hanno presentato soluzioni ingegneristiche avanzate nel campo della distribuzione idrica, del tunneling e del trattamento acque. Tecnologie di automazione, sensoristica e desalinizzazione sono viste come strumenti cruciali per il futuro del settore.

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