One Water alla Terza Giornata Nazionale sulla Prevenzione del Rischio Idrogeologico



One Water ha contribuito e partecipato alla “Terza Giornata Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio Idrogeologico: Previsioni ed esperienze per una governance efficace delle politiche di tutela del territorio”, svoltasi martedì 12 maggio a Roma, presso la sala convegni dell’Acquario Romano.
L’iniziativa, promossa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale dei Geologi, con il supporto delle rispettive Fondazioni e della Fondazione Inarcassa, ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, comunità tecnico-scientifica e professionisti sui temi della prevenzione e gestione del rischio idrogeologico.
Una sala gremita e un parterre qualificato hanno animato il dibattito, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, grazie anche all’impegno dei Presidenti Domenico Perrini (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) e Roberto Troncarelli (Consiglio Nazionale dei Geologi), insieme ad Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa.
Numerosi anche gli interventi istituzionali e tecnici, tra cui quelli del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Eros Mannino, della Direttrice dell’Ufficio Previsione e Prevenzione del Rischio del Dipartimento della Protezione Civile, Paola Pagliara, del Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Filippo Cappotto e di Alessandro Trigila, responsabile ISPRA dell’Inventario dei fenomeni franosi in Italia.
Dal confronto è emersa con chiarezza la condizione di emergenza strutturale che caratterizza il territorio italiano, segnato da fenomeni franosi e alluvionali sempre più frequenti e intensi, anche in relazione agli effetti del cambiamento climatico nell’area mediterranea.
Elemento centrale del dibattito è stata la necessità di rafforzare le politiche pubbliche di prevenzione e mitigazione, ancora insufficienti rispetto alla complessità dei rischi. In particolare, è stata evidenziata l’urgenza di una maggiore consapevolezza diffusa e, soprattutto, di un modello di governance più coordinato e centralizzato, capace di superare l’attuale frammentazione delle competenze e di rendere più efficaci la pianificazione e l’attuazione degli interventi.
Nel suo intervento Erasmo D’Angelis, membro del Consiglio Direttivo del Comitato One Water, ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di rafforzare le politiche di prevenzione e la governance del rischio idrogeologico.
Un’esigenza condivisa da numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui Pino Bicchielli, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, Mauro Rotelli, Presidente della VIII Commissione “Ambiente, territorio e lavori pubblici” della Camera dei Deputati, i rappresentanti delle Autorità di Bacino Distrettuali e Luigi Ferrara, Capo del Dipartimento Casa Italia.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata l’esperienza della struttura di missione ItaliaSicura, attiva presso la Presidenza del Consiglio negli anni passati, come modello efficace di coordinamento. In questa direzione, è in corso una riflessione sull’istituzione di una struttura di “Prevenzione Civile”, complementare alla Protezione Civile.
Attraverso la presentazione di casi studio – dalla Rupe del Santuario della Verna e la frazione de La Beccia, ai progetti di Milano città spugna e della cassa di espansione del torrente Baganza – è emersa con forza la capacità tecnica di ingegneri e geologi di sviluppare soluzioni innovative in un Paese caratterizzato da elevata fragilità territoriale.
I dati confermano infatti la dimensione del fenomeno: oltre 620.000 frane censite in Italia, con il 94,5% dei comuni interessati, circa 6 milioni di cittadini esposti a rischio elevato, insieme a decine di migliaia di imprese e a un patrimonio culturale diffuso di valore inestimabile.
Alla base di questa vulnerabilità vi sono la conformazione geomorfologica del territorio – per due terzi montuoso o collinare – e gli effetti del cambiamento climatico, aggravati da processi di urbanizzazione spesso avvenuti in aree esposte a rischio.
Da qui la richiesta condivisa di investimenti strutturali, continuativi e di lungo periodo, insieme al rafforzamento del ruolo della scienza e della tecnica come pilastri fondamentali per la salvaguardia del territorio.
Il Forum Euromediterraneo dell’Acqua – One Water affronterà questi temi strategici nel percorso verso Roma 2026, contribuendo a promuovere una visione integrata e condivisa per la sicurezza idrica e territoriale nell’area mediterranea.
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