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One Water alla Terza Giornata Nazionale sulla Prevenzione del Rischio Idrogeologico

14 Maggio 2026
Redazione One Water
di Redazione One Water
One Water alla Terza Giornata Nazionale sulla Prevenzione del Rischio Idrogeologico
One Water alla Terza Giornata Nazionale sulla Prevenzione del Rischio Idrogeologico

One Water ha contribuito e partecipato alla “Terza Giornata Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio Idrogeologico: Previsioni ed esperienze per una governance efficace delle politiche di tutela del territorio”, svoltasi martedì 12 maggio a Roma, presso la sala convegni dell’Acquario Romano.
L’iniziativa, promossa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale dei Geologi, con il supporto delle rispettive Fondazioni e della Fondazione Inarcassa, ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, comunità tecnico-scientifica e professionisti sui temi della prevenzione e gestione del rischio idrogeologico.
Una sala gremita e un parterre qualificato hanno animato il dibattito, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, grazie anche all’impegno dei Presidenti Domenico Perrini (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) e Roberto Troncarelli (Consiglio Nazionale dei Geologi), insieme ad Andrea De Maio, Presidente della Fondazione Inarcassa.
Numerosi anche gli interventi istituzionali e tecnici, tra cui quelli del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Eros Mannino, della Direttrice dell’Ufficio Previsione e Prevenzione del Rischio del Dipartimento della Protezione Civile, Paola Pagliara, del Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Filippo Cappotto e di Alessandro Trigila, responsabile ISPRA dell’Inventario dei fenomeni franosi in Italia.
Dal confronto è emersa con chiarezza la condizione di emergenza strutturale che caratterizza il territorio italiano, segnato da fenomeni franosi e alluvionali sempre più frequenti e intensi, anche in relazione agli effetti del cambiamento climatico nell’area mediterranea.
Elemento centrale del dibattito è stata la necessità di rafforzare le politiche pubbliche di prevenzione e mitigazione, ancora insufficienti rispetto alla complessità dei rischi. In particolare, è stata evidenziata l’urgenza di una maggiore consapevolezza diffusa e, soprattutto, di un modello di governance più coordinato e centralizzato, capace di superare l’attuale frammentazione delle competenze e di rendere più efficaci la pianificazione e l’attuazione degli interventi.
Nel suo intervento Erasmo D’Angelis, membro del Consiglio Direttivo  del Comitato One Water, ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di rafforzare le politiche di prevenzione e la governance del rischio idrogeologico.
Un’esigenza condivisa da numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui Pino Bicchielli, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, Mauro Rotelli, Presidente della VIII Commissione “Ambiente, territorio e lavori pubblici” della Camera dei Deputati, i rappresentanti delle Autorità di Bacino Distrettuali e Luigi Ferrara, Capo del Dipartimento Casa Italia.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata l’esperienza della struttura di missione ItaliaSicura, attiva presso la Presidenza del Consiglio negli anni passati, come modello efficace di coordinamento. In questa direzione, è in corso una riflessione sull’istituzione di una struttura di “Prevenzione Civile”, complementare alla Protezione Civile.
Attraverso la presentazione di casi studio – dalla Rupe del Santuario della Verna e la frazione de La Beccia, ai progetti di Milano città spugna e della cassa di espansione del torrente Baganza – è emersa con forza la capacità tecnica di ingegneri e geologi di sviluppare soluzioni innovative in un Paese caratterizzato da elevata fragilità territoriale.
I dati confermano infatti la dimensione del fenomeno: oltre 620.000 frane censite in Italia, con il 94,5% dei comuni interessati, circa 6 milioni di cittadini esposti a rischio elevato, insieme a decine di migliaia di imprese e a un patrimonio culturale diffuso di valore inestimabile.
Alla base di questa vulnerabilità vi sono la conformazione geomorfologica del territorio – per due terzi montuoso o collinare – e gli effetti del cambiamento climatico, aggravati da processi di urbanizzazione spesso avvenuti in aree esposte a rischio.
Da qui la richiesta condivisa di investimenti strutturali, continuativi e di lungo periodo, insieme al rafforzamento del ruolo della scienza e della tecnica come pilastri fondamentali per la salvaguardia del territorio.
Il Forum Euromediterraneo dell’Acqua – One Water affronterà questi temi strategici nel percorso verso Roma 2026, contribuendo a promuovere una visione integrata e condivisa per la sicurezza idrica e territoriale nell’area mediterranea.

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