Consorzi di Bonifica, una rete strategica per la sicurezza e la bellezza dell'Italia



Foto di Casarosa Nicola
L'evoluzione storica dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione rappresenta un paradigma significativo del graduale adattamento delle politiche di gestione territoriale alle continue e crescenti esigenze di natura ambientale, economica e climatica. Inizialmente concepiti in un'ottica di mera bonifica idraulica e prosciugamento delle paludi, si sono progressivamente trasformati in soggetti operanti nella gestione integrata delle risorse idriche, con un focus crescente sulla resilienza dei territori e sulla sostenibilità agroambientale. Questo processo evolutivo, che ebbe come momento cardine il Congresso di San Donà di Piave del 1922, pose le basi per una visione moderna e sistematica della bonifica, superando il concetto di solo miglioramento fondiario a favore di un modello multifunzionale.
Oggi, i Consorzi di Bonifica e Irrigazione operano in un quadro sempre più complesso in cui l'approvvigionamento irriguo e la sicurezza idraulica devono essere conciliati con la gestione sostenibile delle risorse idriche, la salvaguardia delle aree interne e la valorizzazione dei servizi ecosistemici. L'attività consortile si configura come una sintesi di prevenzione, infrastrutturazione e innovazione, tre pilastri fondamentali per garantire un'efficace ed efficiente gestione della risorsa idrica.
La crisi climatica ha imposto sfide sempre crescenti, accentuando fenomeni estremi come siccità prolungate, precipitazioni intense e aumento della temperatura media. Ciò si è tradotto in gravi difficoltà per l'intero comparto irriguo, minacciando produzioni di qualità e filiere agroalimentari la cui sopravvivenza è fortemente legata alla disponibilità e alla qualità dell'acqua. Diventano tematiche chiave la sicurezza alimentare e la sostenibilità delle imprese agricole. Non c'è cibo senza acqua e senza acqua pulita non può esserci cibo sano.
L'agricoltura, settore fortemente dipendente dalla disponibilità idrica, richiede un approccio strategico che integri efficienza produttiva, sostenibilità ambientale e sicurezza idraulica, superando la logica emergenziale che ha storicamente caratterizzato la gestione delle risorse idriche e del territorio. La transizione verso un modello resiliente passa, anche, attraverso la diffusione della cultura della prevenzione, con interventi strutturali e gestionali mirati e in grado di anticipare gli effetti della crisi climatica. Tuttavia, l'obsolescenza o la totale assenza di infrastrutture idriche, soprattutto nelle aree interne, rappresenta un vincolo significativo andando a limitare l'efficacia degli interventi e amplificando il divario con altri contesti europei. È quindi imprescindibile l'avvio di piani infrastrutturali di lungo termine.
In quest'ottica, il ruolo dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione risulta centrale per il mantenimento degli equilibri idrologici, nella ricarica della falda e nella risalita del cuneo salino. Urge una maggiore determinazione nel sostenere azioni di mitigazione e adattamento da mettere in atto per un Paese più resiliente agli impatti negativi della crisi climatica e che non può non prescindere, individuate le principali criticità da affrontare, dal risolvere o limitarne le pericolosità per i territori ed i cittadini ma in ogni caso si deve agire. Dovremmo fare nostra la massima del filosofo e sociologo francese quando dice "… ciò che non si rigenera, degenera…" (Edgar Morin, 2001).
Altre notizie...
Resta in contatto
con noi
Non esitare a contattarci!


