“One Water”: un nuovo approccio italiano per la gestione dell’acqua



Quando si parla di acqua, se mi si consente il facile gioco di parole, il pericolo è sempre quello della dispersione. Per tutti l'acqua è “fonte di vita”, bene essenziale, permea ogni attività umana eppure si finisce per riconoscere, da una parte, la sua pervasività in tutti i settori per poi occuparsene in modo parziale, solo nel settore di cui ci si interessa. Quale che esso sia: dall’efficientamento dell’utilizzo in agricoltura, ai problemi di inquinamento o delle microplastiche nell’industria della moda, dalle esigenze che soddisfa nella produzione industriale e di energia, alla sua qualità da tutelare per gli usi civili, nella catena agroalimentare, per il turismo e per l’ambiente.
All’acqua si possono associare tanti colori: blu nei fiumi, nei laghi o nel mare, bianca nei ghiacciai, grigia nelle fognature dei nostri insediamenti, verde nelle foreste, nei prati e nei campi in cui irrora piante e culture, arancione per il contributo che dà nella produzione di energia, dalle centrali idroelettriche alle nuove tecnologie per l’idrogeno.
Eppure l’elemento acqua è uno solo, il ciclo idrico è compiuto in sé e rappresenta la catena di trasmissione del cambiamento climatico, il motore liquido degli ecosistemi.
Il rischio di ragionare per silos è quello di considerare l’elemento acqua come servente nei suoi diversi usi (soprattutto agricolo, per la produzione industriale e di energia e potabile) frammentando invece la logica interna del ciclo idrico, non cogliendo la centralità della tutela del bene e quindi contribuendo a marginalizzare una consapevole cultura dell’acqua.
Da decenni sono nati approcci più olistici e integrati che mettono in relazione i vari ambiti in cui l’acqua è presente. Lo sforzo più rilevante e conosciuto è la concettualizzazione del cosiddetto nesso (Nexus) tra acqua-energia-cibo-ambiente (WEFE nell’acronimo inglese) che ha caratterizzato una visione più corretta, ampia e organica del tema acqua, ponendola alla base della definizione di interventi, progetti, strategie. Da allora si è tentato di allargare e includere in una visione unitaria tutta la dimensione acqua in modo “collaborativo, integrato inclusivo” come recita la “One Water vision” della Us Water Alliance ( https://uswateralliance.org/about-us/vision-for-a-one-water-future/ ) e come indica la ricerca del “One water project” del Centro Nazionale di ricerca scientifica francese.
L’approccio italiano “One Water”, nello stesso spirito, intende percorrere questa direzione andando ancora oltre, superando l’idea di diversi colori e silos separati, affermando un approccio veramente olistico e integrato che abbraccia tutti gli aspetti, in particolare quelli ancora non valorizzati e si focalizza su tre aspetti.
Innanzitutto mettendo al centro l’idea di Idrosfera, una dimensione pervasiva, presente in diversi ambienti e stati ma che mantiene una sua unità e continuità. Il Sevizio Geologico degli Stati Uniti calcola il totale di acqua dolce sulla superficie terrestre in 1,39 milioni di chilometri cubi di acqua mentre nell’atmosfera ne stazionano quasi 13 milioni, così che se piovessero tutti insieme coprirebbero la superficie terrestre con uno spessore di 2.5 centimetri. In un anno l’acqua compie un ciclo idrogeologico complesso che fa passare una singola goccia per varie fasi (dall’immagazzinamento nelle acque superficiali alla evaporazione, alla traspirazione dalla vegetazione fino all’arrivo in atmosfera, alla precipitazione, alla trasformazione in ghiaccio, al ruscellamento e così via). L’Idrosfera mantiene una sua organicità e il suo meccanismo, complesso, delicato e vulnerabile deve essere considerato nella sua unicità e forte connessione.
In secondo luogo, parlare di “One Water” significa esaltare e lavorare sul cosiddetto approccio S2S (Source to Sea, dalla sorgente alla foce) così da includere maggiormente i temi delle coste, dell’interscambio tra ambienti marini e di primo entroterra (così importante nell’area mediterranea), della blue economy e includere maggiormente nella sfera acqua i temi legati al mare.
Infine, la carenza e la scarsa qualità dell’acqua, assieme a sistemi igienico-sanitari inadeguati, hanno un impatto negativo sulla salute, sulla sicurezza alimentare, sulle scelta dei mezzi di sostentamento e sulle opportunità di istruzione per le famiglie di tutto il mondo, in particolare quelle più povere, risolvendosi in un terribile ostacolo per lo sviluppo umano, di singoli e comunità.
“One Water” nasce in continuità con l’approccio “One Health”, che sposa una visione olistica della salute umana, animale e ambientale e focalizza l’importanza dell'acqua (l’accesso alla risorsa, la sua qualità, le infrastrutture per utilizzarne la quantità necessaria) per lo sviluppo integrale dell’uomo e delle comunità .
L’impegno e l’ambizione è quello di contribuire ad accelerare il perseguimento dei traguardi previsti dal 6° Obiettivo di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare quelli relativi all’accesso all’acqua potabile e ad impianti igienico-sanitari adeguati ed equi per tutti e al miglioramento della qualità dell’acqua (riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, proteggendo e ripristinando gli ecosistemi legati all’acqua).
“One Water” significa dunque riaprire la nostra cultura a un più profondo e rispettoso senso dell’acqua, cercando una nuova alleanza, un nuovo equilibrio necessario per la nostra sopravvivenza e il nostro sviluppo.
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