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Forum Euromediterraneo dell'acqua Roma 2026

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L’inizio di un cammino: temi e proposte del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026

13 Novembre 2025
Emilio Ciarlo
di Emilio Ciarlo
L’inizio di un cammino: temi e proposte del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026
L’inizio di un cammino: temi e proposte del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026

Un indubbio successo per numero di partecipanti, Paesi rappresentati, temi e idee proposte, questo è stato il recente kick off meeting di Barcellona con il quale è iniziato l’anno di preparazione all’evento, previsto dal 29 settembre al 2 ottobre 2026.

Gli interventi introduttivi di Marco Rago, in rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri, Roberta Toffanin per il Ministero dell’Ambiente, Grammenos Mastrojeni per l’Unione per il Mediterraneo hanno tratteggiato il quadro politico in cui si svilupperà il forum.

Considerare il ciclo dell’acqua un bene comune dell’umanità, accrescere la cooperazione tra gli Stati e la diplomazia blu, affrontare e risolvere le emergenze climatiche e umanitarie, puntare sulla digitalizzazione dell’acqua, sulle nuove forme di finanza sostenibile saranno i temi principali del Forum di Roma” ha detto Marco Rago, mentre la senatrice Toffanin ha espresso l’ambizione di “rendere l’acqua protagonista del dibattito pubblico e affrontare, oltre i temi tradizionali le questioni legate alla prevenzione dei rischi e dei disastri e all’adattamento delle comunità ai nuovi scenari di cambiamento climatico”.

L’architettura generale dell’evento è stata tratteggiata a grandi linee, per fornire il contesto generale nel quale il Comitato scientifico e i gruppi di studio disegneranno panel, workshop e side events.

Il Forum si muoverà tra l’area dibattiti e la grande Onewater Expo, che ospiterà nei 7000 metri quadri dedicati della Nuvola all’EUR, gli stand istituzionali dei Ministeri, dei Paesi ospiti, delle Autorità dell’acqua, delle organizzazioni internazionali e dei grandi attori, profit e no profit, del settore.

Un settore che - come è stato spiegato a più riprese - consideriamo allargato ben oltre i confini tradizionali e preponderanti della distribuzione-depurazione-irrigazione.

L’approccio “One Water” sarà sempre più una chiave trasversale con cui dovranno confrontarsi settori industriali nuovi rispetto alla specifica sensibilità all’acqua. Perchè dalla qualità di questa risorsa fortemente dipendono (come tutto il sistema agrifood), perchè l’eccesso di acqua diventa un rischio da calcolare (come per il settore delle compagnie assicurative) oppure per il forte impatto sui “bilanci idrici” (dall’industria energetica a quella tecnologica dei data center e dei microchip), infine per l’attenzione da dimostrare nella tutela della salute umana e ambientale (come per il tema delle microplastiche ed il fashion business).

Alla visione allargata di “One Water” si ricollega anche la novità di esplorare con maggiore convinzione il continuum tra il mondo dell’acqua “dolce” (laghi, fiumi, distribuzione per uso civile e per utilizzi produttivi) e la dimensione del mare (blue economy, aree costiere, salute del mare) che nella regione Euromediterranea, con un mare-oceano di due milioni e mezzo di metri quadri al centro, è un aspetto essenziale. A testimoniarlo, uno degli interventi ci ha ricordato come sulle Alpi sono stati ritrovati residui di plastica provenienti dai nostri fiumi e evaporati dal mare per poi essere trasportati lì dalle piogge.

L’inizio di un cammino: temi e proposte del Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026

I dibattiti del Forum si articoleranno nelle sessioni mattutine e pomeridiane della settimana, attraverso High Level Panel, workshop programmati e incontri proposti e sponsorizzati dalle diverse organizzazioni partecipanti, già interessate a prenotare spazi e avanzare proposte.
La direzione indicata per il dibattito di Roma è semplice ed impegnativa: “Raggiungere la sicurezza idrica del Mediterraneo entro il 2050”.

Questo vuol dire lavorare su cinque dimensioni: risolvere il “trilemma” dell’acqua (eccesso, scarsità, accesso), tutelarne la qualità, garantire migliore governance e la partecipazione delle comunità, digitalizzarla, trovare i soldi e la volontà politica per fare gli investimenti.

I gruppi di studio e il Comitato scientifico lavoreranno sui temi nuovi e tradizionali (eventi estremi; nesso acqua-cibo-energia-ambiente; governance e finanza; impronta idrica; diplomazia blu; innovazione e AI) illustrati a Barcellona dagli esperti dell’IME (istituto Mediterraneo Europeo) e di One Water e arricchiti da suggerimenti e proposte. Tra queste il tema dei rifugiati climatici, quello dello scambio di dati, il coordinamento delle esperienze in materia di politiche regolatorie, uno “stocktaking moment” della situazione dell’SDG 6 nel Mediterraneo, una maggiore attenzione al coinvolgimento dei mass media e al tema della comunicazione, la ricerca di uno spazio per la dimensione spirituale e artistica che aiuterebbe a costruire un Forum “pop” ed empatico, capace di parlare oltre i confini degli esperti.

Il lavoro del Forum potrà contare anche sugli esiti dell’importante progetto che il Ciheam di Bari ha condotto in questo anno, mappando priorità, politiche, strategie e best practice nel Mediterraneo sul tema dell’uso dell’acqua in agricoltura e sulla prevenzione e gestione dei rischi.

Tutte le suggestioni e le proposte meritevoli presentate a Barcellona e quelle che saranno inviate al Comitato Scientifico nei prossimi mesi, saranno pubblicate su una sorta di “Acquapedia”, una piccola enciclopedia gratuita, collaborativa e multilingue che sarà una sezione del sito.

Non dimentichiamo poi che, nei primi giorni di lavoro, il Forum Euromeditarraneo si arricchirà ospitando e interagendo con il “Festival dell’Acqua”, appuntamento tradizionale biennale organizzato da Utilitalia, la Federazione che riunisce le Aziende operanti nei servizi pubblici dell'Acqua, dell'Ambiente, dell'Energia Elettrica e del Gas.

Per mantenere il senso, la direzione e l’accessibilità a un dibattito così vasto, cercheremo di fornire anche percorsi tematici speciali (“tracks”), un fil rouge tra i meeting delle diverse giornate per scrivere “agende personalizzate”, ritagliate sui propri interessi.

Abbiamo presentato i tre “tracks” specifici del Forum, introdotti dai soggetti che ci aiuteranno a organizzarli: Water Europe per lo “European track”, INBO (l’associazione che riunisce le Autoirtà di Bacino europee) per il “Local and urban track”, l’Arab Water Council per il track dedicato agli “Arid countries”.

Un Forum che mira a rendere l’area Euromediterranea più vocale nel dibattito internazionale, in vista della Conferenza delle Nazioni Unite del 2026, alimentando la speranza del futuro, combattendo ogni “eco ansia” che conduce all’inazione, mostrando soluzioni e innovazioni, rafforzando la fiducia nell'uomo, nelle nell’intelligenza di una comunità, quella Euromediterranea, culla di civiltà e di sviluppo.

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