Le sfide dell'acqua nel Maghreb e le opportunità del Piano Mattei



"Per una gestione giusta, efficiente e sostenibile dell'acqua nell'area del Mediterraneo". Questo è il titolo del Tunisia Regional Meeting che si è svolto il 22 e il 23 settembre a Tunisi. Il Comitato One Water ha partecipato ed ha potuto presentare sia il progetto omonimo che il Forum Euromediterraneo dell'Acqua di Roma 2026. Il progetto One Water è stato presentato in apertura dell'evento dal CIHEAM Bari.
Il meeting di Tunisi era una delle tappe più importanti nel percorso di avvicinamento all'autunno 2026 perché tra gli obiettivi principali dell'evento c'è quello di rafforzare la cooperazione tra i Paesi dell'area MENA e i Balcani nell'ambito del settore acqua. Al tavolo erano presenti rappresentanti della Tunisia, del Marocco, dell'Algeria, della Mauritania e della Libia. Un'area strategica anche alla luce del rinnovato protagonismo internazionale dell'Italia sul fronte acqua che trova espressione nelle progettualità del Piano Mattei per l’Africa. Peraltro, la maggior parte dei presenti al meeting regionale sono anche Paesi che ospitano gli interventi pilota dell’azione italiana. L'acqua, inoltre, è tra le sei direttrici d'intervento previste dall'ambizioso Piano del governo italiano insieme all'agricoltura. Quello tra acqua ed agricoltura rappresenta un nesso inscindibile, destinato a dominare il dibattito sulla gestione idrica sostenibile nell'area mediterranea. Se n'è parlato inevitabilmente anche a Tunisi a proposito del riciclo dell’acqua reflua e del suo utilizzo. A questo proposito appare rilevante il programma "TANdem Italo-Tunisino" (TANIT), incluso nel Piano Mattei, che punta a modernizzare il settore agricolo tunisino anche tramite il recupero delle acque reflue, a sostegno di un’agricoltura più sostenibile in tutto il Mediterraneo e nella cui applicazione avrà un ruolo chiave il CIHEAM Bari.
Le acque reflue costituiscono una risorsa preziosa dal momento che possono assicurare un adeguato approvvigionamento nell'attività agricola anche di fronte a situazioni di siccità. Una condizione divenuta, purtroppo, la norma nel Maghreb ormai reduce da sette anni consecutivi di crisi. La Tunisia, "padrona di casa" del meeting, è particolarmente sensibile all'argomento perché anche di recente è stata interessata da fenomeni di scarsità idrica e vanta un settore primario che vale quasi il 10% del PIL nazionale, impiegando il 15% della forza lavoro. Non a caso lo scorso maggio il ministro dell'Agricoltura, delle Risorse idriche e della Pesca, Ezzeddine Ben Cheikh ha dato il via alla prima operazione di cloud seeding che punta adincrementare la quantità di nuclei di condensazione nelle nubi e conseguentemente la loro riflettività all'altezza della diga di Sidi Salem. L'infrastruttura è la più importante del Paese in quanto accaparra il 28,5% di tutte le riserve d'acqua nazionali. Negli ultimi anni la Tunisia si è interessata allo sviluppo delle tecniche di weather modification proprio alla luce dei problemi di siccità. L'attenzione alta su questo tema ha fatto sì che durante il meeting venisse affrontata la questione delle sfide e delle opportunità dell'agricoltura tecnologica. Un'altra forma di ausilio al risparmio idrico nel settore agricolo viene dalla drip irrigation grazie a cui l'acqua arriva direttamente alle radici della pianta.
La necessità di una gestione idrica più sostenibile nell'area mediterranea non è materia per i soli addetti ai lavori e chiama in ballo diverse discipline. La popolazione totale dei paesi del Maghreb è destinata ad aumentare fino a 131,9 milioni nel 2050. Questa crescita avrà un impatto nella gestione delle risorse idriche determinando un consistente aumento nella domanda di acqua per uso domestico, agricolo e industriale. Una previsione che accelera gli sforzi delle autorità ad investire nell'aumento delle riserve idriche locali e che deve interessare anche quei Paesi come l'Italia destinati a passare dai 59 milioni di residenti nel 2022 ai 54,4 del 2050.
Paesi come la Tunisia ed il Marocco hanno individuato delle possibili soluzioni: la desalinizzazione, ad esempio. L'obiettivo a breve termine è quello di aumentare la capacità di desalinizzare l'acqua di mare. Questa tipologia di investimenti potrebbe rivelarsi utile a tutte le parti nell'ambito del rafforzamento dei legami socio-economici tra Italia e Africa perseguito dal Piano Mattei. Sono sfide che il Tunisia Regional Meeting ha consentito di analizzare da vicino, con l'ascolto della voce competente di istituzioni ed operatori. Un bagaglio di esperienze proficuo in vista del Forum Euromediterraneo dell'Acqua 2026.

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