Retno MARSUDI (inviata speciale ONU per l'acqua): “Le soluzioni tecniche esistono, a volte è più importante concentrarsi sulla governance dell'acqua”.
Nell'ambito dei lavori del World Water Congress dell'IWRA, il Consigliere Marco Rago, Vicepresidente del Comitato Organizzatore del Forum Euromediterraneo dell'acqua, ha partecipato all'High Level Panel “Water Governance in a Changing World: Strengthening Institutions & Multilateral Cooperation at different levels”.
L’evento è stato aperto dalla Keynote Lecture dell'Inviato Speciale sull'Acqua delle Nazioni Unite, Retno Marsudi, che ha scelto un approccio originale e significativo: “Occorre innanzitutto rafforzare la coerenza e la governance globale nella gestione delle risorse idriche, in secondo luogo, promuovere l'innovazione e i dati, in terzo luogo, migliorare la capacità, ampliare le partnership e i finanziamenti.”
Il Consigliere Marco Rago ha sottolineato alcuni passaggi del discorso della Marsudi, tra i quali l’importanza di rafforzare il quadro di governance idrica piuttosto che concentrarsi solo sulle questioni tecniche. È questa, d'altra parte, una delle principali raccomandazioni emerse dal processo preparatorio del Forum Euromediterraneo sull'Acqua che si terrà a Roma nel 2026. Nei quattro incontri regionali (Tunisi, Bari, Il Cairo e Amman) è emersa chiaramente come prioritaria la richiesta di cooperazione, scambio di conoscenze e iniziative di capacity building volte non solo a migliorare le normative nazionali, ridurre la frammentazione interna, promuovere la partecipazione della comunità e dei cittadini ma anche a rafforzare la diplomazia e la finanza blu.
Coerentemente con queste indicazioni, il governo italiano sta lavorando, insieme agli altri partner, alla Dichiarazione sull'acqua dell'Unione per il Mediterraneo, che sarà approvata nella riunione ministeriale del Marzo 2026 a Roma.
Sul piano della governance internazionale e della “Diplomazia blu”, il Consigliere Rago ha ricordato come l’Italia voglia sostenere lo sforzo dell'UNECE per aumentare il numero di ratifiche della Convenzione del 1992, in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua del 2026, e come la Cooperazione Italiana stia sostenendo con continuità il Segretariato dell'OMVS (Organizzazione per lo sviluppo del fiume Senegal), esempio virtuoso di gestione congiunta delle acque transfrontaliere.
Infine, rifacendosi all'ultimo punto dell'intervento della Special Envoy, ci si è soffermati sulla Finanza Blu e gli strumenti finanziari innovativi.
Si tratterà di temi che saranno protagonisti sia della riunione Ministeriale dell'Unione per il Mediterraneo, dove si approveranno le “Raccomandazioni dell'UpM sulla finanza idrica”, sia del Forum Euromediterraneo dell'acqua di settembre 2026 a Roma.
In particolare, Marco Rago ha ricordato che lo sforzo sarà quello di coinvolgere i quattro “mondi” della “Blue Finance”.
Da un lato, la “finanza pubblica nazionale”, anche con la proposta della presidente Meloni di utilizzare meglio e in misura maggiore le risorse finanziarie che possono provenire dalla “riduzione e dalla conversione del debito”, dall'altra banche e fondi internazionali, con disponibilità di risorse ma con procedure lunghe e complesse che rendono difficile l'accesso ai paesi che ne hanno bisogno.
Accanto alla “finanza pubblica” abbiamo poi la “finanza privata” che inventa e sperimenta nuovi prodotti finanziari come i “blue bond” o i “water credit” o l'utilizzo dei crediti di carbonio per progetti idrici.
Infine, ma non meno importante, il “settore assicurativo”, sempre più interessato alla prevenzione e alla gestione delle catastrofi legate al cambiamento climatico e all'eccessoddi acqua, eventi per i quali sta disegnando prodotti assicurativi interessanti e sempre più specifici.
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