Il Comitato One Water al Festival Green&Blue di Milano: “Non una crisi idrica, ma un ciclo da ripristinare”



Nell'ultima giornata del Festival Green&Blue, progetto editoriale di La Repubblica dedicato a sostenibilità e clima svoltosi dal 4 al 6 giugno a Milano, il Comitato One Water ha presentato il Forum Euromediterraneo dell'Acqua, in programma a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre, con un intervento del Direttore Generale Emilio Ciarlo. Un'occasione per fare il punto sulla sfida più strategica del nostro secolo — la sicurezza idrica — e per illustrare la visione che anima il Forum: non solo un evento, ma il motore di un cambiamento concreto nella gestione della risorsa idrica nel Mediterraneo.
Non scarsità, ma squilibrio
Il punto di partenza è una correzione di prospettiva: non si tratta di una crisi idrica, ma di un ciclo naturale alterato che deve essere ripristinato. Il problema non è la scarsità fisica dell'acqua, ma la sua distribuzione geografica e temporale — uno squilibrio che, attraverso politiche adeguate e innovazione tecnologica, può essere ricostruito.
È questa l'idea alla base della “inversione di rotta blu” che il Forum porta avanti, sostenuta da dati concreti: entro il 2030, la domanda di acqua nel Mediterraneo supererà le risorse disponibili del 40%. Un dato allarmante, ma non una condanna: la domanda può essere regolata, gli usi ottimizzati, le risorse esistenti gestite meglio.
Un fattore di conflitto in crescita
L'acqua sta diventando sempre più una fonte di tensione geopolitica. Secondo i dati del Pacific Institute richiamati nel corso dell'intervista, nel 2024 sono stati registrati 420 conflitti violenti legati all'acqua nel mondo, in crescita di circa il 20% rispetto al 2023 — un record che conferma un trend in costante accelerazione. Sono inoltre 153 i Paesi che dipendono da risorse idriche condivise, mentre soltanto un terzo dei bacini transfrontalieri è oggi regolato da accordi di cooperazione operativi.
Il punto di svolta
La vera svolta, secondo la visione del Forum, sarà portare l'attenzione e gli investimenti sull'acqua allo stesso livello di quelli oggi dedicati alle rinnovabili e alla transizione energetica. L'acqua ha — e avrà — la stessa importanza strategica del petrolio, eppure il settore è ancora indietro di decenni rispetto a quello energetico, sia in termini di investimenti che di priorità nell'agenda politica internazionale. Il problema non è la scarsità fisica, ma la distribuzione nello spazio e nel tempo: uno squilibrio su cui è possibile intervenire.
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